La stanchezza

Uno dei sintomi più frequenti in cui mi imbattevo durante la mia attività di medico di base è la stanchezza cronica. Ora, questa può avere diverse cause ed è giusto non sottovalutare il problema.

Potrebbero esserci cause ormonali per esempio un problema alla tiroide; potrebbe esserci un problema di diabete latente, se non già diagnosticato; potrebbe essere un problema di pressione bassa; di anemia; potrebbe essere la conseguenza di disordini epatici o ancora di mancanza di qualche sale minerale o vitamine; esiti di malattie e in questi ultimi due anni la sindrome da affaticamento post Covid che peraltro sembra anche particolarmente fastidiosa e lunga. Anche lo stress può giocare un ruolo importante, ma questo non vuol essere un elenco esaustivo delle cause che possono determinarla ma se la stanchezza non tende a risolversi spontaneamente si dovrà cominciare a indagare con un’attenta raccolta delle abitudini del paziente, delle precedenti malattie, di eventuali problemi ereditari cioè di quella che in “medichese” si chiama anamnesi e che pur importantissima è con sempre più superficialità raccolta dai medici.

A miei pazienti dico che al prete confessore possono omettere qualche peccato e poi comunque contare sull’indulgenza del Padreterno ma al medico più notizie si danno più lo mettono in condizione di studiare il percorso diagnostico più utile.  Particolari al quale il paziente dà eccessiva importanza potrebbero non esserlo per il medico e, al contrario, sintomi lievi che non destino eccessiva preoccupazione per il paziente potrebbero essere segni di patologie importanti. Non mi sono mai eccessivamente preoccupato per un febbrone a 40° quanto invece mi allerta un “dolorino” addominale che pretendo di visitare subito, anche perché c’è la necessità di “toccare con mano”. Poggiare la mano sull’addome è indispensabile per indirizzare eventualmente il paziente verso il Pronto Soccorso. Attenzione: non sto dicendo che una temperatura elevata non possa essere espressione di una grave malattia, ma di solito non rappresenta un immediato pericolo di vita come può esserlo una peritonite o, in caso di “dolorino” cardiaco, un infarto!

In una certa percentuale di casi è possibile che, a fronte di tutti gli accertamenti fatti, si siano sì escluse patologie gravi ma non si sia riusciti a trovare una causa all’origine della stanchezza; ecco allora questa potrebbe essere stata originata da un cattivo funzionamento delle cellule.

Le cellule del corpo umano, infatti, lavorano in perfetto equilibrio, un equilibrio spesso, però, precario visti i molteplici fattori cui siamo sottoposti nella nostra quotidianità (lo stress è forse la causa principe, fra le tante). Non sempre, al contrario di quanto si crede, è il processo chimico a venirci in aiuto: il farmaco, infatti, potrà agire nell’eliminazione del sintomo, ma se quel disequilibrio che si è creato non viene sostituito da un nuovo e ritrovato allineamento, è facile che in breve tempo noi si ricada nello stesso problema, se non addirittura continuarne a soffrire nonostante le terapie farmacologiche. Senza contare, inoltre, gli effetti collaterali cui si va incontro.

Se espressione di un’alterazione del metabolismo energetico la stanchezza cronica non è mai un buon segnale e potrebbe addirittura essere predittrice della comparsa di una neoplasia.
Le terapie a base di biofotoni che, come dice la parola stessa, agiscono attraverso segnali di luce, quindi di energia, hanno proprio il compito di ripristinare il corretto equilibrio fra le cellule, correggendo gli squilibri e donando all’organismo nuova linfa.
D’altra parte, come combattere la stanchezza se non con una dose di energia naturale, confezionata ad hoc per il nostro corpo? Se fino a ieri pensavate questo non fosse possibile, posso dimostrarvi che è più semplice di quanto crediate e su queste pagine ve ne parlerò approfonditamente.

Nel frattempo, se volete maggiori informazioni o volete prendere appuntamento per un primo colloquio conoscitivo con il sottoscritto, scrivetemi pure alla mail info@domenicoalfieri.it